Tornare ad abitare ancora
gli antichi luoghi silenti,
tendere di nuovo l’orecchio per
risentire i vecchi passi.
Questo può essere il futuro.”


 

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La nostra Associazione Culturale ”ENTROTERRA”-ONLUS (senza scopo di lucro) nata nel 2003, riunisce donne ed uomini, studenti, pensionati, insegnanti, imprenditori, commercianti, operatori sociali e sanitari, ecc, di ogni strato sociale e di ogni orientamento politico, per lo più operanti e residenti nei paesi dell’entroterra savonese.

L’ associazione scaturisce dalla volontà di confrontarsi sui problemi del vivere e dell’abitare un territorio, come quello della”terra di mezzo” ligure, stretto fra una fascia costiera ad alta densità abitativa, residenziale e turistica e il limite geografico del giogo appenninico ed alpino.

In realtà, a nessuno dei fondatori è venuto in mente di porre, a priori, una stretta e precisa delimitazione del campo d’interesse e/o di azione della stessa, in quanto si riteneva e si ritiene ancor oggi che il concetto di entroterra non sia quello di uno spazio geografico, ma di un luogo della mente.

Forte e grande è la preoccupazione per il presente e il futuro dei nostri paesi, ma sarebbe decisamente limitata ed egoistica se non fosse attenta ed aperta alle sollecitazioni ed agli interrogativi provenienti dai tanti “entroterra”, presenti nel mondo.

Comunque è da qui che abbiamo cominciato e da qui che vogliamo continuare.

Vogliamo continuare ad operare in questi paesi straordinari, eredi di una secolare civiltà contadina, abbarbicati alle montagne o dispersi sui fianchi delle colline, magari raccolti intorno ad uno dei tanti castelli sorti ad opera di qualche importante feudatario medioevale. Borghi costruiti nel fondovalle per sfruttare l’energia dell’acqua per mulini, frantoi e ferriere oppure edificati su qualche importante via di comunicazione.

Paesi a bassa densità abitativa, in proporzione alla vastità del territorio, abitati in larga parte da anziani.

I giovani lavorano, per lo più nelle cittadine costiere ed è grande il rischio che questi centri diventino quartiere dormitorio. Per tutti esistono difficoltà causate dalla penuria dei servizi e dalla mancanza di spazi di ritrovo e di occasioni di cultura.

Paesi caratterizzati, spesso, da società anonime che subiscono più che governare il futuro che viene avanti.

Quale futuro e soprattutto quale identità si prospettano per queste terre nell’epoca delle pluridentità fatta sempre più di sradicamento e di spaesamento?



Dépliant attivita' 2016

 


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