14/05/2017 - La torre di Merana passando per i calanchi

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


La torre di Merana passando per i calanchi

 
La torre di Merana
 
 
 

Domenica 14 maggio 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione alla torre di Merana passando per i calanchi.

 

L'itinerario corre sulle formazioni calanchive del Parco Naturale Regionale di Piana Crixia, e poi nei boschi di roverella, fino all'antica e svettante torre di Merana (Piemonte). Deviazione d'obbligo al monumento naturale “il fungo” di Piana Crixia.

 

I CALANCHI

I calanchi sono forme generate ad opera dell'acqua piovana, per erosione concentrata in rocce sedimentarie argillose o marnose, impermeabili e nello stesso tempo poco consistenti. L'acqua piovana agendo sull'argilla asporta le lamelle staccate dal disseccamento, le imbeve, le spappola, porta con sé in sospensione questo materiale e scorrendo lo asporta. Quando per effetto del ruscellamento superficiale cominciano a formarsi dei solchi nella roccia tenera, l'erosione rapidamente si accentua, le incisioni si approfondiscono e richiamano altra acqua dai fianchi e dall'alto, con il risultato che si allungano a ritroso, ramificandosi e moltiplicandosi, approfondendosi sempre di più dentro la roccia. Questo processo può estendersi ad interi versanti, che si ritrovano solcati da una fitta rete di vallecole, separate da strette creste. Queste forme conferiscono un aspetto selvaggio al paesaggio, con versanti ripidi e spogli, dove la vegetazione fa fatica ad attecchire perché la roccia in erosione arretra in continuazione.

 

LA TORRE DI MERANA

In lontananza, la torre di San Fermo di Merana: fa parte di una rete di torri di avvistamento costruite per il controllo del territorio dell'alto Monferrato; realizzata in pietra nel XIV secolo, dalla sua posizione sopraelevata sorvegliava la via di collegamento tra la costa e la pianura Padana, lungo il tragitto già percorso dalla via romana Aemilia Scauri tra Vada Sabatia (Vado Ligure) e Aquae Statiellae (Acqui Terme).

 

IL FUNGO DI PIANA CRIXIA

Si tratta di una forma geologica nota come “piramide di erosione” ed è frutto dello smantellamento selettivo operato dall'acqua di ruscellamento su rocce non uniformi, contenenti grossi blocchi. Il cappello del fungo è costituito da un grande masso di roccia del diametro di circa 5 metri e peso stimato di 480 tonnellate; questo tipo di roccia è chiamata “serpentinite” per il colore verde scuro che ricorda la pelle di certi rettili. Il gambo è una colonna alta una decina di metri ed è fatta invece di conglomerato: roccia costituita da ciottoli di varie dimensioni, tenuti insieme da un “cemento” di materiale più fine. In alto il gambo si restringe in un colletto sul quale il grande masso sembra in bilico, in procinto di cadere da un momento all'altro; anzi, tutta la colonna con il suo aspetto detritico fa pensare ad un supporto poco resistente. Invece ecco il Fungo, con i suoi 15 metri di altezza.

 

 

Ritrovo: alle ore 8:30 a Finalborgo presso porta Testa.


Difficolta': media (E), dislivello totale m. 300 ca.


L’escursione non richiede prenotazione, e' aperta a tutti ed e' gratuita. Le offerte eventualmente raccolte sosterranno l'attivita' dell'associazione.

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184

 

Calanchi

I calanchi

Fungo

Il fungo

 
 
Galleria immagini

 

 


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