08/10/2017 - L'antica via del ferro

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


L'antica via del ferro

 
 Ponte della Bringhiera

 

 

Domenica 8 ottobre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza, in collaborazione col Comune e la pro loco di Tovo San Giacomo, un'escursione sull'antica via del ferro, itinerario storico lungo il percorso da Tovo ad Isallo.

 

Nella frazione di Isallo comune di Magliolo immersa nel verde dei boschi di castagno, sono ancora presenti i ruderi della FERRIERA attiva per oltre un secolo dal 1730 al 1860 allora di appartenenza del marchesato del FINALE. Una attività economica importante per il territorio anche se una realtà isolata.

 

Ogni ferriera per poter lavorare aveva bisogno di acqua, di carbone e naturalmente del minerale di ferro, si spiega cosi l’ubicazione lungo sorgenti d’acqua e di boschi dove ricavare legna per la trasformazione poi in carbone. Per quanto riguarda il minerale occorreva un collegamento dell’opificio con il mare. Il minerale proveniva dall’isola Dell’Elba da due diverse miniere. Trasportato via nave, veniva scaricato sulla spiaggia di Pietra Ligure, e da qui a dorso di mulo trasportato sino a Isallo.


Il tragitto della nostra via del ferro seguiva nella sua parte iniziale l’attuale via N. Sauro sino a Tovo. I mulattieri che compievano il loro viaggio durante la stagione autunnale e invernale potevano trovare numerose difficoltà ed essere molto pericoloso; vi era l’abitudine di rivolgere un breve saluto o una preghiera alla Madonna presso un’edicola votiva tuttora esistente all’incrocio con via Piani. Raggiunto Tovo attraversavano il torrente Maremola su un ponte andato distrutto da una forte alluvione. Dopo aver percorso un breve tratto sulla riva destra del fiume in una zona ricca di frutteti la carovana entrava finalmente nel comune di Magliolo transitando su un ponte ancora esistente. Il posto merita di essere visitato sia per la bellezza del paesaggio sia per osservare i resti molto ben conservati della lastricatura della strada fatta con pietre di fiume. Proseguendo il cammino il percorso passa intorno alla collina su cui sorge il noto santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano, in questa zona è possibile ancora oggi notare le impronte lasciate sulla roccia dagli zoccoli dei muli. I mulattieri giunti alla ferriera dopo aver scaricato il minerale potevano concedersi una pausa, dopo tre ore di cammino, nell’osteria (oggi trasformata in agriturismo) che sorgeva in prossimità della ferriera. Più tardi riprendevano il percorso in senso inverso portando verso la costa i diversi tipi di manufatti in ferro. La vendita del ferro dava luogo ad un importante commercio, si usava trasportarlo in un magazzino vicino al mare dove i mercanti venivano a rifornirsi: erano di Porto Maurizio, Finale ligure, Alassio. Esportato successivamente in Sardegna Piemonte, Napoli, Marsiglia.

 

Domenica 8 ottobre desideriamo accompagnarvi in questo particolare luogo che nonostante il trascorrere del tempo ha resistito agli interventi dell’uomo del nostro tempo, irrispettoso del territorio e della storia, memoria di un passato denso di fatiche e di grande intelligenza.

 

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Tovo San Giacomo, presso salone delle feste, Via Giovanni Battista Accame, 17.


 
 

Funzione delle ferriere

Le ferriere dell’epoca sorgevano sempre nell’entroterra, poiche’ per il loro funzionamento necessitavano di molta acqua, molta legna da trasformare in carbone e ovviamente di minerale ferroso. Molti opifici erano, quindi, ubicati in prossimità di corsi d'acqua e di boschi dai quali si doveva ricavare il carbone di legna usato come combustibile.

 

Lo scopo dell’impianto era di estrarre il ferro dal minerale, detta “vena”, proveniente dall’Isola d’Elba (stando alla "Statistica del dipartimento di Montenotte" del prefetto napoleonico Gilbert Joseph Gaspard, conte de Chabrol de Volvic) e dalla ghisa e dai rottami di ferro, che giungevano da Marsiglia, Tolone, Barcellona.

L’attivita’ della ferriera si svolgeva dall’inizio di novembre fino alla fine di giugno, poi cessava per la scarsita’ d’acqua; nei restanti mesi, in un edificio accanto, detto, “casa dei chiodi”, venivano lavorati i manufatti, con l’aiuto del solo maglietto. Il ferro e i suoi prodotti, partivano da Pietra Ligure verso la Sardegna, nelle Romagne, in Piemonte, a Napoli, a Marsiglia.

 

Il minerale che partiva dall’Elba giungeva sulla spiaggia di Pietra Ligure e da qui, trasportato a dorso di mulo, fino a Isallo.

Da Isallo a Pietra Ligure, si trasportava, invece, il ferro in “masselli” e il prodotto finito, proveniente dalla “Casa dei chiodi” o dalle “botteghe da ferraro”, che sorgevano nei dintorni.

Venivano poi reimbarcati su navi di armatori locali, e destinati via mare a terre lontane (si ha traccia fino alle foci del Danubio).

 

Il percorso della “via del ferro”

Resti di questo storico ed importante percorso si notano negli antichi ponti a Magliolo e ad Isallo e nel selciato, ancora ben conservato, lungo il tratto che va dalla località Montà al ponte Lovera sul torrente.
  • Da Pietra Ligure, percorrendo l’attuale via Nazario Sauro, si giungeva a Tovo. Lungo questo percorso e’ ancora esistente, nei pressi dell’incrocio con via Piani, un’edicola votiva dedicata alla Madonna, presso la quale i mulattieri si fermavano per una preghiera, prima di continuare il viaggio; per questo e’ ancora chiamata “a Madonna du fêru”.
  • Da Tovo, attraversato il torrente Maremola, si passava in prossimita’ della Borgata Bringhiera (allora sotto il comune di Giustenice).
  • Costeggiando la riva destra del torrente, si giungeva a Magliolo, per un ponte a schiena d’asino, tuttora esistente. Attraversavano la borgata “Staricco”, circondavano la collina, dove sorge il Santuario dei Ss. Cosma e Damiano, da qui scendevano verso il Rio Grosso.
  • Dopo una decina di metri la Via del ferro viene interrotta da una recente strada sterrata, che impedisce di individuare l’ultimo tratto del sentiero e per questo si deve giungere a Isallo seguendo la strada asfaltata.

Altre notizie

  • La ferriera di Isallo funziono’ dal 1730 al 1860, quando venne chiusa per la difficolta di sostenere il passo di quelle piu’ moderne, che adottarono per l’estrazione, forni a riverbero, a gas o a carbone.
    Con le nuove tecnologie non fu piu’ necessario l’ausilio dell’acqua e del legname, quindi le moderne ferriere si potevano sviluppare comodamente lungo la costa.
  • Accanto alla ferriera sorgeva un’osteria con alloggi, nella quale si fermavano i mulattieri per ristorarsi; venivano venduti anche abiti, vino, generi alimentari per i lavoranti e le loro famiglie.
  • Il personale impiegato nel trasporto e nell’estrazione del minerale era circa un centinaio tra uomini, donne e bambini; molte altre persone vivevano sul trasporto del materiale di ferro e sui prodotti finiti, altri sul magazzinaggio e la vendita del combustibile.
  • La Via del ferro ha contribuito alla nascita, lungo il suo percorso, anche di attivita’ artigianali, fra cui l’officina Bergallo, a Bardino Nuovo, nella quale venivano realizzati orologi da torre, che ancora si possono trovare in molti campanili della nostra regione e non solo.
    Ancora oggi l’opera di questa famiglia si puo’ ammirare nel Museo dell’orologio da torre “G. B. Bergallo”, che sorge nella stessa Bardino Nuovo, in Piazza Folco.
 
 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Silvano 338-2557530; Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184.

 
 
 
Galleria immagini

 

 


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