13/09/2015 - Ritorno alle miniere d'argento

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Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Ritorno alle miniere d'argento

 

A T T E N Z I O N E

 

A causa delle avverse previsioni meteorologiche


l'escursione e' rimandata a domenica 18 ottobre 2015.

 

 
Miniere d'argento Bric Gettina
 

Domenica 13 settembre 2015, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione alle miniere di argento del Bric Gettina.


Alcuni lavori di sistemazione a cura del comune di Rialto hanno valorizzato e reso piu' accessibile questo fantastico luogo: ci ritorniamo sempre volentieri!


Ritrovo: alle ore 10:00 al Melogno, Osteria Vecchia.


L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni);

 
Il rientro è previsto per le ore 16.30. Per chi lo desidera, al ritorno sarà possibile fare una merenda in compagnia presso l'Osteria del Cantoniere al prezzo di 7,00 €, necessaria prenotazione alla partenza dell’escursione.


Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184


 
 

Il Bric Gettina, chiamato anche Purin, in quanto dalle sue pendici orientali origina il torrente Pora o Porrino o Purin, e', con il Bric della Guardia e la Rocca Cucca, lo spartiacque fra la Val Maremola la Val Pora.

Le miniere trovano sul versante orientale del Bric Gettina a quota 882 m s.l.m.

Nel Bellum Finariense del 1453 (cronaca della guerra condotta dai Genovesi contro il Marchesato dei Del Carretto) Giovanni Mario Filelfo, insieme alla cronistoria di questo evento bellico, dà notizie su persone che lavoravano come “argentari” sui monti a nord di Finale Ligure. Le miniere furono sfruttate soprattutto dal XV al XVII secolo.

La formazione predominante è costituita dai Porfiroidi del Melogno.

In questa roccia sono state scavate le gallerie delle miniere del Bric Gettina che, già dalla fine del ‘700 avevano iniziato la loro decadenza, per essere definitivamente abbandonate e dimenticate agli inizi del 1900, anche a seguito di evidenti fenomeni di crioclastismo che rendevano pericolandi le rocce soprastanti.

Il sito minerario e' costituito da cinque gallerie, la più lunga delle quali è di circa 70 metri.

Il minerale estratto, veniva ripulito in loco e quello di scarto veniva raccolto nella discarica detta "ravaneto", nei pressi delle miniere.

La ganga, contenente la galena argentifera, era portata a valle, lungo i ripidi sentieri della montagna e quindi. Il materiale estratto veniva quindi frantumato con un maglio azionato da un mulino ad acqua, per separarlo dalla ganga.

Il materiale veniva fuso, in atmosfera riducente, tra i 950 ed i 1200° C in modo che tutto l'argento passasse nel piombo. Per questa operazione veniva utilizzato un forno a tino verticale la cui carica, immessa dall'alto, era composta da carbone di legna mescolato al minerale. Si otteneva cosi' il piombo argentifero e come prodotto di scarto, la scoria.

Il passaggio successivo era chiamato "coppellazione", termine derivante dalla coppella, il crogiolo utilizzato in età medievale (ma di cui si hanno notizie già nell’antichità) e consentiva di separare il piombo dall’argento per ossidazione: il metallo ottenutno era un’associazione di piombo, argento e altri elementi minori come rame, oro, arsenico, antimonio, zinco e bismuto.

In forni cilindrici a riverbero il metallo veniva nuovamente fuso ad una temperatura di circa 1000°C. Nel fondo a forma di coppa, rivestito di materiale poroso con al centro una depressione o coppella si raccoglieva l’argento. L’ossigeno dell’aria, insufflata attraverso appositi ugelli, promuoveva l’ossidazione del piombo che si trasformava in ossido di piombo (litargirio). Quest’ultimo, veniva in parte assorbito dal fondo poroso ed in parte colava da fori laterali. Al termine del processo rimaneva solo l’argento puro, coperto da un velo sottile di piombo, che quando si rompeva lasciava vedere la superficie splendente del metallo prezioso.

Dal litargirio, rifuso in ambiente riducente, veniva prodotto un piombo puro al 98-99%, povero d’argento, ma con impurità (1-2%) di rame, arsenico e antimonio, che lo rendevano piuttosto duro.

 

 

La Campanula isophylla

 

Nel 2008 la nostra associazione recuperava il sentiero di accesso alle miniere proveniente dal Melogno ed organizza la prima partecipatissima escursione.

 

Nel luglio 2009, un gruppo formato da Walter Nesti (CAI FInale Ligure), Giuseppe Vicino (conservatore Museo Archeologico del Finale), Flaviano Carpenè (presidente Associazione Entroterra), Matteo Zerbini e Francesca Magillo, si recava alle miniere per preparare una nuova escursione, e trovava la Campanula isophylla in fiore!

 

La nuova stazione viene segnalata ai docenti dell'Università di Genova; con il CAI di Finale Ligure ed il Gruppo Grotte Borgio Verezzi comincia quel minimo di divulgazione che è d'obbligo, alla manifestazione "Educambiente" 2010 e nel maggio 2011 nell'ambito di un'incontro sulla flora finalese al CAI di Finale.

 

Perchè sorprende la presenza della Campanula isophylla alle miniere?

 

Nei libri di botanica la Campanula isophylla è data come presente esclusivamnete tra 0 e 400 metri di quota, sulle rupi calcaree del Finalese e su muri in pietra a secco, da Verezzi a Capo Noli.

 

Si tratta di una specie endemica con areale estremamente ristretto, presente allo stato spontaneo solo nel Finalese. Qui alle miniere del Gettina ha una "stazione" che risulta isolata dall'areale precedentemente noto, e comprende le rocche tra il Bric Gettina, la Rocca Cucca e il Torrente Pora.

 

Quel che sorprende di più è che la quota di tale stazione si spinge fino a 950 metri, e la roccia non è un calcare bensì un porfiroide, a chimismo acido e quindi decisamente opposto rispetto al calcare. Il periodo di fioritura, che sulla costa è tardoestivo autunnale (fino a dicembre gennaio nei punti più riparati), alle miniere è raccorciato e anticipato: la nostra campanula fiorisce e fruttifica in luglio, per sfruttare il periodo favorevole.

 

 

 
 
Materiale:
 
Tabella percorso ed altimetria
 
Galleria immagini

 


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