A PERTI MONUMENTI APERTI

FINALE LIGURE: A PERTI MONUMENTI APERTI

Durante le festività Natalizie sarà possibile visitare alcuni importanti monumenti nel primo entroterra Finalese, e precisamente a Perti alto.

Alle spalle di Finalborgo, Perti alto è oggi un piccolo borgo rurale che conserva tracce di un passato importante, e non solo per la presenza del ben noto Castel Govone, residenza signorile dei Marchesi del Finale.

Le grotte di Perti sono state frequentate per lungo tempo nella preistoria, e gli scavi effettuati hanno dato impulso importantissimo allo studio dell'archeologia in Liguria nel '900. Il nucleo abitato sorse probabilmente su un importante “posto tappa” dell'epoca romana, come testimoniano le importanti scoperte al livello numismatico. Dell'epoca romana, medioevale e rinascimentale restano importantissimi monumenti che, per la loro posizione oggi decentrata, non sono visitabili se non in rare occasioni. Da qualche anno l'Associazione cultura Entroterra, insieme alla Comunità e alla Parrocchia di Perti, si sta adoperando per portare alla giusta attenzione questo angolino di Liguria con il progetto “A-Perti: arte e delizie nel giardino dei Marchesi del Finale”, progetto che nel tempo ha portato alla realizzazione di materiale informativo, cartine, studi, visite guidate, concerti, mostre e concorsi letterari. Nell'ambito dello stesso progetto, l'Associazione ha dedicato molta attenzione alle numerose Chiese, anche con la realizzazione di un percorso escursionistico denominato “Giro delle Chiese”, e consentito in varie occasioni la visita guidata alla Cripta romanica di S.Eusebio.

Il 27 e 28 dicembre alle 15 è organizzata una visita guidata alla Cripta e negli immediati dintorni fino alla Chiesa dei Cinque Campanili. Il 27 seguirà una piccola festa con cioccolata calda e panettoni, e la premiazione del concorso letterario “Storie col Finale” (prevista per le 17) per favole e racconti ambientati nel Finalese. Per motivi organizzativi la visita è su prenotazione, da effettuarsi entro il giorno precedente telefonando ai numeri 333.8771184 e 349.1395691.

 

 

26/11/2017 - Forti di Vado e Bergeggi

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Forti di Vado e Bergeggi

 
 Forte di S. Giacomo

 

 

 
 

Domenica 26 novembre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione ai forti di Vado e di Bergeggi.

Dalla costa alla alture passando per i forti con nomi di Santi (S. Giacomo, S. Stefano, S. Sebastiano, S. Elena), il Castellaro e la sughereta di Bergeggi.

 

Sentiero tanto suggestivo quanto (purtroppo) degradato a causa di recenti incendi.
Il Capo di Vado è caratterizzato dalla presenza di una linea difensiva di fortificazioni, volute dalla Repubblica di Genova a difesa della rada di Vado e della costa, costruite tra il XVII e il XVIII secolo.
L'imponente forte di San Giacomo, appena sopra al porto, fu edificato dal 1757 sostituendo una precedente fortificazione (San Lorenzo). Si prende quota velocemente con una scaletta e poi un sentiero su terreno in erosione, regno di daini e capre selvatiche. Giunti al crinale, compaiono i muri residui del forte Santo Stefano, corrispondenti a due dei quattro bastioni originari; fu il primo forte, progettato nel 1614 ed originariamente collegato a San Lorenzo attraverso un cammino coperto. A poca distanza, la Batteria o Forte San Sebastiano.
Si attraversa quindi un boschetto di querce da sughero, essenza arborea non comune in Liguria, e si torna a salire verso un punto panoramico eccezionale su Bergeggi e la costa fino a Capo Noli, punto di lancio dei parapendisti. Nelle vicinanze sorge il Forte Sant'Elena, preso di mira dai vandali.
Si affronta quindi un'ultima salita al Monte Sant'Elena, dove sono presenti i resti di un Castellaro antico.
Il sito è scoperto nel 1981 quando un incendio azzera la vegetazione sull'altura, ed una nevicata “pulisce” il terreno, portando alla luce una serie di frammenti ceramici. Gli scavi sono stati condotti tra il 1982 e il 1985 e poi di nuovo tra il 1999 e il 2005. Dai primi scavi emerge che il sito fu frequentato in epoca preromana, e che dopo la costruzione di un grosso muraglione di protezione assunse la funzione di castellaro. Gli scavi successivi evidenziano frequentazioni più antiche, dell'Età del Bronzo, del Neolitico e del Mesolitico.
Il percorso di discesa segue il crinale del Bricco Bianco, in vista di San Sebastiano e Santo Stefano, per fare ritorno al punto di partenza.

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Vado Ligure, via Rossini alla partenza del sentiero (Veneta Cucine, Sea Art Hotel).


Difficolta': media (E), dislivello 400 m circa, lunghezza 7 km circa tra andata e ritorno.
 
 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate (scarpe da trekking o comunque con suola non liscia); per chi è abituato ad usarli, sono utili i bastoncini da trekking. Portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184.

 
 Castellaro/S. Elena S. Stefano
 

 


05/11/2017 - Forti di Vado e Bergeggi

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Forti di Vado e Bergeggi

 
 Forte di S. Giacomo

 

 

 

A T T E N Z I O N E


A causa delle avverse previsioni meteorologiche

 

l'escursione e' rimandata a domenica 26 novembre 2017


 

Domenica 5 novembre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione ai forti di Vado e di Bergeggi.

Dalla costa alla alture passando per i forti con nomi di Santi (S. Giacomo, S. Stefano, S. Sebastiano, S. Elena), il Castellaro e la sughereta di Bergeggi.

 

Sentiero tanto suggestivo quanto (purtroppo) degradato a causa di recenti incendi.
Il Capo di Vado è caratterizzato dalla presenza di una linea difensiva di fortificazioni, volute dalla Repubblica di Genova a difesa della rada di Vado e della costa, costruite tra il XVII e il XVIII secolo.
L'imponente forte di San Giacomo, appena sopra al porto, fu edificato dal 1757 sostituendo una precedente fortificazione (San Lorenzo). Si prende quota velocemente con una scaletta e poi un sentiero su terreno in erosione, regno di daini e capre selvatiche. Giunti al crinale, compaiono i muri residui del forte Santo Stefano, corrispondenti a due dei quattro bastioni originari; fu il primo forte, progettato nel 1614 ed originariamente collegato a San Lorenzo attraverso un cammino coperto. A poca distanza, la Batteria o Forte San Sebastiano.
Si attraversa quindi un boschetto di querce da sughero, essenza arborea non comune in Liguria, e si torna a salire verso un punto panoramico eccezionale su Bergeggi e la costa fino a Capo Noli, punto di lancio dei parapendisti. Nelle vicinanze sorge il Forte Sant'Elena, preso di mira dai vandali.
Si affronta quindi un'ultima salita al Monte Sant'Elena, dove sono presenti i resti di un Castellaro antico.
Il sito è scoperto nel 1981 quando un incendio azzera la vegetazione sull'altura, ed una nevicata “pulisce” il terreno, portando alla luce una serie di frammenti ceramici. Gli scavi sono stati condotti tra il 1982 e il 1985 e poi di nuovo tra il 1999 e il 2005. Dai primi scavi emerge che il sito fu frequentato in epoca preromana, e che dopo la costruzione di un grosso muraglione di protezione assunse la funzione di castellaro. Gli scavi successivi evidenziano frequentazioni più antiche, dell'Età del Bronzo, del Neolitico e del Mesolitico.
Il percorso di discesa segue il crinale del Bricco Bianco, in vista di San Sebastiano e Santo Stefano, per fare ritorno al punto di partenza.

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Vado Ligure, via Rossini alla partenza del sentiero (Veneta Cucine, Sea Art Hotel).


Difficolta': media (E), dislivello 400 m circa, lunghezza 7 km circa tra andata e ritorno.
 
 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate (scarpe da trekking o comunque con suola non liscia); per chi è abituato ad usarli, sono utili i bastoncini da trekking. Portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184.

 
 Castellaro/S. Elena S. Stefano
 

 


15/10/2017 - Il castello della Pietra di Vobbia (valle Scrivia - GE)

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Il castello della Pietra di Vobbia (valle Scrivia - GE)

 Castello della Pietra(3)

 
 

Domenica 15 ottobre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione al castello della Pietra di Vobbia in val Vobbia, valle tributaria dello Scrivia.

Spettacolare castello incastonato in uno sperone roccioso (costo biglietto d'ingresso 5 €).


CASTELLO DELLA PIETRA

Il castello della Pietra (o Castellu da Pria in genovese) è un'antica fortificazione sita nel comune ligure di Vobbia, ubicato nell'omonima valle tributaria del torrente Scrivia. Esso è il principale e più caratteristico monumento dell'entroterra genovese, polo d'attrazione culturale e paesaggistico del Parco naturale regionale dell'Antola ed inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani.(1)

Situato nella valle tra due torrioni di puddinga (roccia formata da elementi pietrosi uniti da cemento siliceo) e costruito attorno all'anno 1000. È raggiungibile tramite il ripido e diretto sentiero a scalini oppure da una piacevole passeggiata che ha inizio presso la frazione Torre di Vobbia. Per gli amanti dell'escursionismo, le Rocche del Reopasso, con la via ferrata, rappresentano una suggestiva alternativa e sono raggiungibili da Ronco Scrivia come da Crocefieschi.(2)


Ritrovo: alle ore 8:15 a Finalborgo presso il palasport (adiacente alla nuova rotonda per Calice Ligure).

Appuntamento auto: Isola del Cantone, uscita autostrada A7 ore 10:00


L’escursione, aperta a tutti, non richiede prenotazione

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.
Per chi lo desidera e' prevista la possibilita' di pranzare al ristorante (costo 20 €) nel qual caso e' necessario contattarci telefonicamente prima possibile per la prenotazione.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184

 
 
 
Galleria immagini

 
 
 
 
 


(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_della_Pietra. (2) https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Vobbia. (3) Foto di Davide Papalini - Opera propria, CC BY-SA 3.0


08/10/2017 - L'antica via del ferro

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


L'antica via del ferro

 
 Ponte della Bringhiera

 

 

Domenica 8 ottobre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza, in collaborazione col Comune e la pro loco di Tovo San Giacomo, un'escursione sull'antica via del ferro, itinerario storico lungo il percorso da Tovo ad Isallo.

 

Nella frazione di Isallo comune di Magliolo immersa nel verde dei boschi di castagno, sono ancora presenti i ruderi della FERRIERA attiva per oltre un secolo dal 1730 al 1860 allora di appartenenza del marchesato del FINALE. Una attività economica importante per il territorio anche se una realtà isolata.

 

Ogni ferriera per poter lavorare aveva bisogno di acqua, di carbone e naturalmente del minerale di ferro, si spiega cosi l’ubicazione lungo sorgenti d’acqua e di boschi dove ricavare legna per la trasformazione poi in carbone. Per quanto riguarda il minerale occorreva un collegamento dell’opificio con il mare. Il minerale proveniva dall’isola Dell’Elba da due diverse miniere. Trasportato via nave, veniva scaricato sulla spiaggia di Pietra Ligure, e da qui a dorso di mulo trasportato sino a Isallo.


Il tragitto della nostra via del ferro seguiva nella sua parte iniziale l’attuale via N. Sauro sino a Tovo. I mulattieri che compievano il loro viaggio durante la stagione autunnale e invernale potevano trovare numerose difficoltà ed essere molto pericoloso; vi era l’abitudine di rivolgere un breve saluto o una preghiera alla Madonna presso un’edicola votiva tuttora esistente all’incrocio con via Piani. Raggiunto Tovo attraversavano il torrente Maremola su un ponte andato distrutto da una forte alluvione. Dopo aver percorso un breve tratto sulla riva destra del fiume in una zona ricca di frutteti la carovana entrava finalmente nel comune di Magliolo transitando su un ponte ancora esistente. Il posto merita di essere visitato sia per la bellezza del paesaggio sia per osservare i resti molto ben conservati della lastricatura della strada fatta con pietre di fiume. Proseguendo il cammino il percorso passa intorno alla collina su cui sorge il noto santuario dedicato ai Santi Cosma e Damiano, in questa zona è possibile ancora oggi notare le impronte lasciate sulla roccia dagli zoccoli dei muli. I mulattieri giunti alla ferriera dopo aver scaricato il minerale potevano concedersi una pausa, dopo tre ore di cammino, nell’osteria (oggi trasformata in agriturismo) che sorgeva in prossimità della ferriera. Più tardi riprendevano il percorso in senso inverso portando verso la costa i diversi tipi di manufatti in ferro. La vendita del ferro dava luogo ad un importante commercio, si usava trasportarlo in un magazzino vicino al mare dove i mercanti venivano a rifornirsi: erano di Porto Maurizio, Finale ligure, Alassio. Esportato successivamente in Sardegna Piemonte, Napoli, Marsiglia.

 

Domenica 8 ottobre desideriamo accompagnarvi in questo particolare luogo che nonostante il trascorrere del tempo ha resistito agli interventi dell’uomo del nostro tempo, irrispettoso del territorio e della storia, memoria di un passato denso di fatiche e di grande intelligenza.

 

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Tovo San Giacomo, presso salone delle feste, Via Giovanni Battista Accame, 17.


 
 

Funzione delle ferriere

Le ferriere dell’epoca sorgevano sempre nell’entroterra, poiche’ per il loro funzionamento necessitavano di molta acqua, molta legna da trasformare in carbone e ovviamente di minerale ferroso. Molti opifici erano, quindi, ubicati in prossimità di corsi d'acqua e di boschi dai quali si doveva ricavare il carbone di legna usato come combustibile.

 

Lo scopo dell’impianto era di estrarre il ferro dal minerale, detta “vena”, proveniente dall’Isola d’Elba (stando alla "Statistica del dipartimento di Montenotte" del prefetto napoleonico Gilbert Joseph Gaspard, conte de Chabrol de Volvic) e dalla ghisa e dai rottami di ferro, che giungevano da Marsiglia, Tolone, Barcellona.

L’attivita’ della ferriera si svolgeva dall’inizio di novembre fino alla fine di giugno, poi cessava per la scarsita’ d’acqua; nei restanti mesi, in un edificio accanto, detto, “casa dei chiodi”, venivano lavorati i manufatti, con l’aiuto del solo maglietto. Il ferro e i suoi prodotti, partivano da Pietra Ligure verso la Sardegna, nelle Romagne, in Piemonte, a Napoli, a Marsiglia.

 

Il minerale che partiva dall’Elba giungeva sulla spiaggia di Pietra Ligure e da qui, trasportato a dorso di mulo, fino a Isallo.

Da Isallo a Pietra Ligure, si trasportava, invece, il ferro in “masselli” e il prodotto finito, proveniente dalla “Casa dei chiodi” o dalle “botteghe da ferraro”, che sorgevano nei dintorni.

Venivano poi reimbarcati su navi di armatori locali, e destinati via mare a terre lontane (si ha traccia fino alle foci del Danubio).

 

Il percorso della “via del ferro”

Resti di questo storico ed importante percorso si notano negli antichi ponti a Magliolo e ad Isallo e nel selciato, ancora ben conservato, lungo il tratto che va dalla località Montà al ponte Lovera sul torrente.
  • Da Pietra Ligure, percorrendo l’attuale via Nazario Sauro, si giungeva a Tovo. Lungo questo percorso e’ ancora esistente, nei pressi dell’incrocio con via Piani, un’edicola votiva dedicata alla Madonna, presso la quale i mulattieri si fermavano per una preghiera, prima di continuare il viaggio; per questo e’ ancora chiamata “a Madonna du fêru”.
  • Da Tovo, attraversato il torrente Maremola, si passava in prossimita’ della Borgata Bringhiera (allora sotto il comune di Giustenice).
  • Costeggiando la riva destra del torrente, si giungeva a Magliolo, per un ponte a schiena d’asino, tuttora esistente. Attraversavano la borgata “Staricco”, circondavano la collina, dove sorge il Santuario dei Ss. Cosma e Damiano, da qui scendevano verso il Rio Grosso.
  • Dopo una decina di metri la Via del ferro viene interrotta da una recente strada sterrata, che impedisce di individuare l’ultimo tratto del sentiero e per questo si deve giungere a Isallo seguendo la strada asfaltata.

Altre notizie

  • La ferriera di Isallo funziono’ dal 1730 al 1860, quando venne chiusa per la difficolta di sostenere il passo di quelle piu’ moderne, che adottarono per l’estrazione, forni a riverbero, a gas o a carbone.
    Con le nuove tecnologie non fu piu’ necessario l’ausilio dell’acqua e del legname, quindi le moderne ferriere si potevano sviluppare comodamente lungo la costa.
  • Accanto alla ferriera sorgeva un’osteria con alloggi, nella quale si fermavano i mulattieri per ristorarsi; venivano venduti anche abiti, vino, generi alimentari per i lavoranti e le loro famiglie.
  • Il personale impiegato nel trasporto e nell’estrazione del minerale era circa un centinaio tra uomini, donne e bambini; molte altre persone vivevano sul trasporto del materiale di ferro e sui prodotti finiti, altri sul magazzinaggio e la vendita del combustibile.
  • La Via del ferro ha contribuito alla nascita, lungo il suo percorso, anche di attivita’ artigianali, fra cui l’officina Bergallo, a Bardino Nuovo, nella quale venivano realizzati orologi da torre, che ancora si possono trovare in molti campanili della nostra regione e non solo.
    Ancora oggi l’opera di questa famiglia si puo’ ammirare nel Museo dell’orologio da torre “G. B. Bergallo”, che sorge nella stessa Bardino Nuovo, in Piazza Folco.
 
 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Silvano 338-2557530; Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184.

 
 
 
Galleria immagini

 

 


10/09/2017 - Il castello della Pietra di Vobbia (valle Scrivia - GE)

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Il castello della Pietra di Vobbia (valle Scrivia - GE)

 Castello della Pietra(3)

A T T E N Z I O N E

 

A causa delle avverse condizioni meteorologiche


l'escursione prevista per domenica 10 settembre 2016

e' rinviata a data da destinarsi

 


entro ottobre 2017


 

Domenica 10 settembre 2017, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione al castello della Pietra di Vobbia in val Vobbia, valle tributaria dello Scrivia.

Spettacolare castello incastonato in uno sperone roccioso (costo biglietto d'ingresso 5 €).


CASTELLO DELLA PIETRA

Il castello della Pietra (o Castellu da Pria in genovese) è un'antica fortificazione sita nel comune ligure di Vobbia, ubicato nell'omonima valle tributaria del torrente Scrivia. Esso è il principale e più caratteristico monumento dell'entroterra genovese, polo d'attrazione culturale e paesaggistico del Parco naturale regionale dell'Antola ed inserito nella lista dei monumenti nazionali italiani.(1)

Situato nella valle tra due torrioni di puddinga (roccia formata da elementi pietrosi uniti da cemento siliceo) e costruito attorno all'anno 1000. È raggiungibile tramite il ripido e diretto sentiero a scalini oppure da una piacevole passeggiata che ha inizio presso la frazione Torre di Vobbia. Per gli amanti dell'escursionismo, le Rocche del Reopasso, con la via ferrata, rappresentano una suggestiva alternativa e sono raggiungibili da Ronco Scrivia come da Crocefieschi.(2)


Ritrovo: alle ore 8:15 a Finalborgo presso il palasport (adiacente alla nuova rotonda per Calice Ligure).

Appuntamento auto: Isola del Cantone, uscita autostrada A7 ore 10:00


L’escursione, aperta a tutti, non richiede prenotazione

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.
Per chi lo desidera e' prevista la possibilita' di pranzare al ristorante (costo 20 €) nel qual caso e' necessario contattarci telefonicamente prima possibile per la prenotazione.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184

 
 
 
Galleria immagini

 


(1) https://it.wikipedia.org/wiki/Castello_della_Pietra. (2) https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Vobbia. (3) Foto di Davide Papalini - Opera propria, CC BY-SA 3.0


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