18/12/2016 - A Natale siamo aPerti

A Natale siamo aPerti

 


06/11/2016 - Sentiero della fornace di Rialto

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Sentiero della fornace di Rialto

 
 
 
 

Domenica 6 novembre 2016, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione sul Sentiero della fornace di Riato.

Visita all'antica fornace per coppi e mattoni e salita per i boschi della Val Pora.

 

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Rialto, localita' Molino (bivio ex poste).

 
 
 

L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni).

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184

 
 
 

 


09/10/2016 - L'antica via del ferro

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


L'antica via del ferro

 
 Ponte della Bringhiera

 

A T T E N Z I O N E

 

Per non intralciare le ricerche ancora in corso del carabiniere Luca Catania scomparso a Magliolo


l'escursione prevista per il 9 ottobre 2016 e' rinviata al

 

 

8 ottobre 2017


 

Domenica 9 ottobre 2016, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza, in collaborazione col Comune e la pro loco di Tovo San Giacomo, un'escursione sull'antica via del ferro, itinerario storico lungo il percorso da Tovo ad Isallo.

 

Ritrovo: alle ore 9:30 a Tovo San Giacomo, presso salone delle feste, Via Giovanni Battista Accame, 17.


 
 

Funzione delle ferriere

Le ferriere dell’epoca sorgevano sempre nell’entroterra, poiche’ per il loro funzionamento necessitavano di molta acqua, molta legna da trasformare in carbone e ovviamente di minerale ferroso. Molti opifici erano, quindi, ubicati in prossimità di corsi d'acqua e di boschi dai quali si doveva ricavare il carbone di legna usato come combustibile.

 

Lo scopo dell’impianto era di estrarre il ferro dal minerale, detta “vena”, proveniente dall’Isola d’Elba (stando alla "Statistica del dipartimento di Montenotte" del prefetto napoleonico Gilbert Joseph Gaspard, conte de Chabrol de Volvic) e dalla ghisa e dai rottami di ferro, che giungevano da Marsiglia, Tolone, Barcellona.

L’attivita’ della ferriera si svolgeva dall’inizio di novembre fino alla fine di giugno, poi cessava per la scarsita’ d’acqua; nei restanti mesi, in un edificio accanto, detto, “casa dei chiodi”, venivano lavorati i manufatti, con l’aiuto del solo maglietto. Il ferro e i suoi prodotti, partivano da Pietra Ligure verso la Sardegna, nelle Romagne, in Piemonte, a Napoli, a Marsiglia.

 

Il minerale che partiva dall’Elba giungeva sulla spiaggia di Pietra Ligure e da qui, trasportato a dorso di mulo, fino a Isallo.

Da Isallo a Pietra Ligure, si trasportava, invece, il ferro in “masselli” e il prodotto finito, proveniente dalla “Casa dei chiodi” o dalle “botteghe da ferraro”, che sorgevano nei dintorni.

Venivano poi reimbarcati su navi di armatori locali, e destinati via mare a terre lontane (si ha traccia fino alle foci del Danubio).

 

Il percorso della “via del ferro”

Resti di questo storico ed importante percorso si notano negli antichi ponti a Magliolo e ad Isallo e nel selciato, ancora ben conservato, lungo il tratto che va dalla località Montà al ponte Lovera sul torrente.
  • Da Pietra Ligure, percorrendo l’attuale via Nazario Sauro, si giungeva a Tovo. Lungo questo percorso e’ ancora esistente, nei pressi dell’incrocio con via Piani, un’edicola votiva dedicata alla Madonna, presso la quale i mulattieri si fermavano per una preghiera, prima di continuare il viaggio; per questo e’ ancora chiamata “a Madonna du fêru”.
  • Da Tovo, attraversato il torrente Maremola, si passava in prossimita’ della Borgata Bringhiera (allora sotto il comune di Giustenice).
  • Costeggiando la riva destra del torrente, si giungeva a Magliolo, per un ponte a schiena d’asino, tuttora esistente. Attraversavano la borgata “Staricchi”, circondavano la collina, dove sorge il Santuario dei Ss. Cosma e Damiano, da qui scendevano verso il Rio Grosso.
  • Dopo una decina di metri la Via del ferro viene interrotta da una recente strada sterrata, che impedisce di individuare l’ultimo tratto del sentiero e per questo si deve giungere a Isallo seguendo la strada asfaltata.

Altre notizie

  • La ferriera di Isallo funziono’ dal 1730 al 1860, quando venne chiusa per la difficolta di sostenere il passo di quelle piu’ moderne, che adottarono per l’estrazione, forni a riverbero, a gas o a carbone.
    Con le nuove tecnologie non fu piu’ necessario l’ausilio dell’acqua e del legname, quindi le moderne ferriere si potevano sviluppare comodamente lungo la costa.
  • Accanto alla ferriera sorgeva un’osteria con alloggi, nella quale si fermavano i mulattieri per ristorarsi; venivano venduti anche abiti, vino, generi alimentari per i lavoranti e le loro famiglie.
  • Il personale impiegato nel trasporto e nell’estrazione del minerale era circa un centinaio tra uomini, donne e bambini; molte altre persone vivevano sul trasporto del materiale di ferro e sui prodotti finiti, altri sul magazzinaggio e la vendita del combustibile.
  • La Via del ferro ha contribuito alla nascita, lungo il suo percorso, anche di attivita’ artigianali, fra cui l’officina Bergallo, a Bardino Nuovo, nella quale venivano realizzati orologi da torre, che ancora si possono trovare in molti campanili della nostra regione e non solo.
    Ancora oggi l’opera di questa famiglia si puo’ ammirare nel Museo dell’orologio da torre “G. B. Bergallo”, che sorge nella stessa Bardino Nuovo, in Piazza Folco.
 
 

L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni).

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184

 
 
 

 


04/09/2016 - Villaggio di Narbona in valle Grana

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Villaggio di Narbona in Valle Grana

 
 
 
Interno di una delle case abbandonate di Narbona.
Interno di una delle case abbandonate di Narbona (Foto di Gabriele Fontana)    Creative Commons License
 

Domenica 4 settembre 2016,l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione al villaggio di Narbona in Valle Grana.

 

Partenza dalla borgata Colletto di Campomolino e salita al villaggio abbandonato di Narbona. Ci guidera' nell'escursione Flavio Menardi Noguera.

In preparazione all'escursione Giovedi' 1 settembre alle ore 21:00 a Finalmarina (Piazzale Buraggi) nell'ambito degli "Incontri con l'autore" organizzati dalla Libreria Centofiori, Flavio Menardi Noguera presentera' il suo libro fotografico intitolato "Narbona di Castelmagno. Abbandono, rovine, sopravvivenze".
Verranno presentate e commentate molte immagini di cose anche scomparse.

 

Narbona (Arbouna) di Castelmagno, situata ad un'altitudine di 1495 m. s.l.m., e' forse la piu' affascinante delle frazioni abbandonate della Valle Grana.

E' situata in un bellissimo vallone che da Campomolino si inerpica fino alla cima del monte Tibert; un luogo in fortissima pendenza apparentemente inadatto alla vita umana. E' raggiungibile solo mediante due sentieri difficilmente percorribili per molti mesi a causa delle valanghe.
All'inizio del '900 vi viveva un'intera comunita' con la sua chiesa e per alcuni decenni, anche una scuola elementare; erano 26 famiglie (circa 120 persone) con un centinaio di mucche ed animali domestici.
Completamente abbandonata tra il 1950 ed il 1962 e' divenuta il simbolo dello spopolamento della montagna a seguito dell'arrivo della grande industria e del boom economico di quegli anni.

Un ambizioso progetto, "Una casa per Narbona", sta cercando di salvare dalla rovina quello che ad oggi rimane di questa meravigliosa borgata.

 

Ritrovo: alle ore 8:00 presso Porta Testa a Finalborgo.


L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni).

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184


Stradina sopra Narbona che riporta passando dalla cresta della montagna a Colletto
Stradina sopra Narbona che riporta, passando dalla cresta della montagna, a Colletto(Foto di Gabriele Fontana) Creative Commons License
 
 
 

 


19/06/2016 - Val Cornei e San Lorenzino di Orco

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


Val Cornei e San Lorenzino di Orco

 
 
 
San Pietro ai Monti
 

Domenica 19 giugno 2016, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione in Val Cornei e alla Chiesa di San Lorenzino di Orco.

 

La partenza è prevista alle ore 9.30 presso il Ponte Cornei in valle Aquila.

Da qui la passeggiata escursionistica si snoderà lungo la forra della Val Cornei, una stretta gola scavata dal rio omonimo nella pietra calcarea del finale. Un tempo il corso d'acqua scorreva in superficie, ma per i fenomeni del carsismo è stato deviato nel sottosuolo e oggi l'alveo ospita poco più di un velo d'acqua, sufficiente però a creare un ambiente umido che ospita specie vegetali e animali caratteristiche di questi ecosistemi.

Data l'importanza che la Pietra di Finale ha avuto nel corso dei secoli come pietra ornamentale, all'inizio del percorso si potranno vedere alcune cave di estrazione ormai abbandonate, coltivate direttamente nell'alveo del rio Cornei.

L'escursione proseguirà risalendo la valle fino all'altura isolata e dominante che ospita i resti del castrum e la chiesa di San Lorenzino, in comune di Orco Feglino.

Per la sua posizione strategia, l'altura venne utilizzata per la costruzione di un castello, noto come Castrum Orchae, di cui si hanno notizie a partire dal 1162, periodo di insediamento dei Del Carretto nel territorio finalese. Il castrum di Orco non presenta grandi strutture murarie perchè sfruttava le difese naturali rappresentate dalla pareti di roccia a strapiombo, ma si possono ancora notare le fondamenta della torre principale, proprio sulla sommità dell'altura, nonché i resti di alcune strutture abitative sorte intorno al baluardo di difesa, ma anche di culto, con l'edificazione della Chiesa di San Lorenzino.

Anche la chiesa ha un'origine molto antica, risalente al XII secolo, di cui si rinvengono, però, poche strutture residuali. L'edificio attuale risale al XV secolo, periodo al quale è databile anche il magnifico campanile cuspidato e ornato di bifore in laterizi; l'interno della chiesa è ornato di affreschi.

 

In funzione del tempo meteorologico e del numero di partecipanti, l'escursione potrà proseguire con percorsi ad anello verso la Val Nava e l'arma Strapatente o verso l'altipiano di Camporotondo con visita ai “Ciappi”, affioramenti rocciosi naturali con incisioni a coppelle risalenti all'epoca protostorica.

 

Ritrovo: alle ore 9:30 presso il Ponte Cornei in valle Aquila.


L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni).

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184


San Pietro ai Monti - Panorama verso le Alpi     San Pietrino
 
 
 

 


15/05/2016 - San Pietro ai Monti e San Pietrino

 


Associazione Culturale Entroterra Onlus
 

Escursione naturalistico-culturale:


San Pietro ai Monti e San Pietrino

 
 
 
San Pietro ai Monti
 

Domenica 15 maggio 2016, l'Associazione Culturale Entroterra Onlus organizza un'escursione a San Pietro ai Monti e San Pietrino per antichi sentieri fino all'Abbazia di S. Pietro (IX sec.): scorci mozzafiato tra le balze rocciose.

 

Sara' possibile visistare l'Abbazia di S. Pietro aperta per l'occasione dagli Amici di S. Pietro, associazione che persegue finalità sociale nell'ambito del mantenimento e la conservazione di beni storico-culturali quali l'Abbazia di San Pietro in Varatella di proprietà della Parrocchia di San Martino Vescovo, degli eventi e delle funzioni religiose della Comunità Toiranese.

 

Nel pomeriggio, nel cielo di Loano, l'Air Show ci consentira' di godere, da una prospettiva particolare, delle esibizioni delle Frecce tricolore.


 

La chiesa di San Pietro in Varatella si trova sulla cima di una cresta isolata ad una quota di 891 metri; nei pressi della chiesa si trovano i ruderi dell'antico convento dei monaci Benedettini.

Lo storico B. E. Maineri scriveva: “I cronisti genovesi fissano la data di fondazione della chiese di San Pietro in Varatella nell'anno 60, sostenendo che proprio in queste localita' sia transitato S. Pietro.”

Narra la cronaca che San Pietro apostolo, durante l'impero di Nerone, di ritorno da Antiochia sbarco sull'isola Gallinara ed arrivo' sulla cima del monte che domina la valle del Varatella. Qui edifico' un ricovero che, avendo principalmente funzioni spirituali, puo' considerarsi una delle prime chiese d'Italia. San Pietro prosegui' poi per Roma.

Il Vescovo Desiderio di Langres nel 405, consacrava la chiesa in onore di San Pietro collocandovi reliquie di Santi.

Nell'801 l'imperatore Carlo Magno fece costruire una nuova chiesa con annesso monastero, sottoponendolo al vescovo di Albenga.

Il monastero aveva anche una funzione economica, essendo la localita' naturale per lo scambio delle merci provenienti dal mare ed i prodotti dell'entroterra. Per questo motivo i monaci Benedettini, a cui era stato affidato il monastero e la chiesa, fecero edificare un magazzino ed una chiesa dedicata alla Madonna del Loreto (tuttora esistente) nella localita' dove oggi si trova il porto di Loano. Da qui le merci immagazzinate venivano trasportate a dorso di mulo al monastero dove periodicamente si svolgevano riunioni di commercianti per lo scambio delle merci. Questa attivita' cesso' nel 1495 quando la sede del monastero fu trasferita a Toirano.

I Benedettini introdussero nella zona circostante la coltivazione razionale dell'ulivo, bonificarono la pianura sottostante, fecero realizzare i muretti a secco (le fasce) che esistono ancora oggi, incrementarono la produzione dei prodotti locali; prodotti scambiati con quelli provenienti dal Piemonte nelle periodiche fiere sul monte S. Pietro.

Nel 1316 i Certosini sostituirono i Benedettini.

Sul sentiero che sale a San Pietro si incontrano due croci di ferro: una su un masso detto la pietra del gallo a ricordo del tradimento di S. Pietro, l'altra, piu' avanti, incastrata nella pietra e detta della Borzonaira a ricordo di una ragazza sciagurata che li' mori' per il freddo mentre vagava sotto la neve ed il vento nel luogo dove commise le sue colpe con un priore benedettino nel 1300 circa.

Scendendo da San Pietro verso Boissano si giunge alla chiesetta di San Pietrino (m 470) da dove si diramano i viottoli per Toirano e Boissano.



Ritrovo: alle ore 9:30 a Boissano, davanti al comune.


L’escursione non richiede prenotazione e avrà un costo di € 5,00 (gratis per ragazzi sotto i 14 anni).

Per chi lo desidera l'Associazione Amici di S. Pietro proporra' il pranzo preparato da loro composto da:

 
  • Penne al ragu' di San Pietro
  • Salsiccia
  • Contorno
  • Caffe'

La quota per il pranzo sara' stabilita alla partenza. Le adesioni saranno raccolte all'inizio dell'escursione.

 

Si raccomanda di indossare un abbigliamento con scarpe adeguate e di portare bevande e colazione al sacco.

 

In caso di maltempo l'escursione verrà rinviata ad altra data.

 
Vi invitiamo a consultare periodicamente questa pagina per eventuali aggiornamenti e notizie tecniche riguardanti l'escursione.
 
 

Per maggiori informazioni:


telefonare ai seguenti numeri: Flaviano 331-1171710; Matteo 349-4718197; Francesca 333-8771184


San Pietro ai Monti - Panorama verso le Alpi San Pietro ai Monti - Panorama verso il mare San Pietrino
 
 
 

 


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